![]() |
Collisioni, colpa e cultura della sicurezza
Nel mio libro ho scritto questa frase, che è un po' il cardine della mia concezione della sicurezza:
"di solito un incidente è tutt’altro che imprevedibile, perché in realtà esso non è altro che la conseguenza di una catena di errori commessi da tutte le parti coinvolte, ivi compresa quella che secondo il Codice della strada avrebbe ragione." Guardando questo video, non ho potuto fare a meno di pensarci. Quanti incidenti potremmo risparmiare, se la cultura della sicurezza fosse diffusa in tutta la popolazione? |
Quote:
|
Il tuo inciso è condivisibile: l'evento "imprevedibile" è estremamente raro, molti incidenti potrebbero essere evitati con la giusta attenzione alla strada, alle reazioni degli altri utenti, della moto, alle dinamiche del traffico...
Aspetti che le scuole guida non insegnano. Avevo già visto il video: impressionante senza dubbio. Ma la cosa più impressionante è che l'autista si sia fermato. Le (ns.) cronache quotidiane raccontano il contrario... il pirata di solito fugge. Qui siamo in Brasile. Ubriaco, incosciente, eppure umano. |
Oggi in giro per le strade alluvionate la solita marea di "fenomeni" in maxiscooter che pretendono di sgasare nella fanghiglia tra ruspe, carriattrezzi e pedoni sfrattati dai marciapiedi impraticabili. Ne ho contati tre o quattro scivolati a causa dello strato di limo viscido. E' cosi difficile andar piano?
|
Caro Wotan...ogni evento è sempre il risultato di una serie di fattori!
Se questo concetto fosse ben presente nella testa della gente (sia nel bene che nel male) forse le cose andrebbero diversamente! Nello specifico...tutti i giorni vediamo gente che se ne frega di tutto e di tutti....mamme alla guida con bambini privi di cintura e seggiolino che scorrazzano per la macchina mentre lei (una mamma dovrebbe tutelare i propri cuccioli!) è al telefono con l'amica....e magari si fuma anche una sigaretta! Fin quando il livello è questo...potremo scrivere km di trattati e di manuali.....ma a mio avviso...certe persone meritano di sbatterci il muso!! |
Il problema è che si fanno male anche altri.
|
Quote:
il problema è che ormai sembra normale amministrazione il concetto "non nel mio giardino". nel senso che va tutto bene finchè non ci tocca personalmente. poi allora giù a lamentarsi di questo...di quello..e di quell'altro....etc etc. Se non ci sforziamo per primi a dare un esempio corretto, cosa si vuol pretendere poi dagli altri? a volte sono il primo che si deve sforzare per fare le cose in un certo modo. ma se non lo facessi, sentirei solo una vocina dentro che mi dice...PIRLA !;) |
Personalmente, quando si parla di sicurezza e di pelle, un po mi infastidisce l'assioma che vede la velocità determinare automaticamente incidenti, non sempre vero secondo me.
|
penso sia chiaramente una questione di contesto unito alla velocità.
in pista vengono meno certi imprevisti che sulla strada sono poi determinanti. 130 in autostrada sono una cosa. 130 in centro abitato tutto un altro paio di maniche...no? (questo è ovviamente scontato) non è corretto fare una santa inquisizione alla "signora velocità"... forse è piu corretto redarguire chi ne abusa in certi ambiti e in certi modi..... |
Infatti smettere di chiamarli "incidenti" sarebbe già un primo passo.
E non così irrilevante come potrebbe sembrare... |
Eh. Vedo che hai studiato, bravo!
|
Tutto giusto, tutto corretto, tutto condivisibile.
Però, se io per primo non ho la sensibilità, l'attenzione, l'intelligenza di usare la strada con giudizio e responsabilità... se come genitore non ho la giusta autorevolezza per educare i miei figli ad una guida prudente... se l'educazione stradale scolastica viene percepita come perdita di tempo... se la repressione degli organi preposti viene travisata in oppressione... se l'ente preposto non manutenziona... se la segnaletica stradale marcisce... e intanto faccio danni per strada, che MI succede? |
Ho l'impressione che una inversione di tendenza nell'utente medio della strada sia un difficile cammino da percorrere, in quanto la mentalità comune, alimentata anche da decenni di incentivo ai consumi, è che chiunque sia in grado di acquistare un auto/motoveicolo è autorizzato a circolare. Quindi la patente non è da conseguire ma è un diritto. E l'automobile di conseguenza. Sensibilità e giudizio si vanno spesso a far benedire quando il principio è che una volta in strada le persone si arrogano il diritto di pensare che la ragione è sempre dalla loro parte, e che, giusto per fare un esempio, il ritardo di cinque minuti è più deleterio di un sorpasso azzardato per evitarlo. Se in più ci mettiamo lo scarsissimo senso civico che storicamente ci contraddistingue, e che ci spinge a prendere come metro di paragone chi si comporta peggio, quindi il "se lo fa lui perchè non posso farlo io" ecco fatto.
Facendo un po' di chilometri qua e là, non so perchè, ma io mi sento sempre un po' più sicuro nelle strade degli altri paesi europei.... |
Il problema va comunque inserito in un più ampio contesto.....la sindrome di onnipotenza......che vive all'interno di parecchia gente......della serie "Io voglio...Io posso"... Se questo atteggiamento, che si manifesta in mille situazioni diverse ma secondo lo stesso principio, lo riportiamo sull'argomento qui trattato, ci si accorge perchè alcuni soggetti a bordo di una moto o di un qualsiasi altro mezzo, si trasformano in un esseri privi di ogni ritegno ed altamente icuranti che, oltre a loro, in giro ci sono migliaia e migliaia di altre persone!!
Certo Wotan...il problema è che, purtroppo, spesso ci rimettonoanche altri utenti!! |
ritengo di essere un motocicliasta molto corretto, ma ogni tanto qualche rischio me lo prendo anche perchè il contesto o la realtà moto è diverso da quando si è in macchina o altro....
è una dimensione che nel bene o nel male ci espone a qualche pericolo in più comunque usiamo la testa e non solo per coprirla col casco!!!!!! ;) |
mi rimetto a Gioele Dix.
che,anche se fa della satira nelle sue gheg in:"l'automobilista sempre incazzato",un fondo di verità,c'è! |
Finché la patente la regaleranno nelle patatine, la vedo dura riuscire a diffondere il concetto di sicurezza...
Fin'ora ho avuto la fortuna di non "subire" le disattenzioni altrui e per esperienza personale posso dire che i rischi più grandi che ho corso sono dipesi tutti da miei errori e/o sottovalutazioni del pericolo ...per esempio il classico sorpasso azzardato, svolta su pavé bagnato fatta con disinvoltura, eccessiva foga nella guida (magari mentre sperimento i limiti della moto), disattenzione (che pure capita nonostante segua da sempre l'idea di pensare al peggio), stanchezza... Dopo tanti anni di moto, dopo centinaia di migliaia di km in macchina, durante l'ultima uscita non ho visto uno di quei @azzo di dossi di plastica della 3M ...preso a velocità eccessiva con un bel saltino della moto ...non poteva portare a una caduta ma sta di fatto che la minkiata prima o poi ci scappa sempre... Devo senz'altro imparare a interessarmi di più alla moto ...mi fido troppo delle condizioni del mio mezzo che ipotizzo sempre adeguate ...quando prendo la moto ho talmente voglia di mettermi alla guida che non faccio nemmeno un veloce controllo visivo ...sì, do un'occhiata ma mi rendo conto che non basta per accorgersi di eventuali problemi :confused: Non si finisce mai di imparare... |
Certo Claudio, ho letto ed apprezzato molto il tuo libro.
Se gli utenti della strada soltanto provassero a mettere in pratica quei consigli sono sicuro che il numero di vittime della strada si ridurrebbe drasticamente. Però c'è da considerare un fatto: noi abbiamo la passione, quindi certi "approfondimenti" li leggiamo volentieri e magari li mettiamo in pratica. La maggioranza degli automobilisti non hanno un minimo di passione per la guida ed una scarsa consapevolezza: per loro credo sia mooolto difficoltoso leggere e recepire i concetti espressi nel tuo libro. Voglio dire che in questi casi sia necessaria una divulgazione della sicurezza stradale più "popolare", magati in TV. Ovviamente le mie sono considerazioni fatte ad istinto, giusto per dire...;) |
E' un pezzo che studio come andare a rompere le scatole agli automobilisti. TV? Riviste? Un libro dedicato a loro? Vedremo.
Certo è che dopo aver visto guidare gli svizzeri in montagna d'inverno, viene da pensare che da noi il problema andrebbe affrontato alla radice, cioè nelle scuole guida. Utopia. |
Quote:
|
| Tutti gli orari sono GMT +2. Attualmente sono le 11:19. |
Powered by vBulletin versione 3.8.4
Copyright ©: 2000 - 2026, Jelsoft Enterprises Ltd.
Traduzione italiana Team: vBulletin-italia.it
www.quellidellelica.com ©