Discussione: TransAfrica
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Vecchio 25-04-2026, 18:06   #21
Fagòt
Il TRANS africano 2
 
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Qui i vecchi non esistono proprio: l’aspettativa di vita nell’Africa sub-sahariana si attesta tra i 62 e i 65 anni a seconda del paese… malnutrizione, difficoltà di accesso alla sanità, abbandono da parte della famiglia (cominciano ora a nascere le prime comunità per accogliere coloro che restano soli), esclusione sociale. Dopo oltre 4000 km da Lusaka, faccio fatica a ricordare una persona anziana vicino ad una capanna nelle zone rurali o nei centri abitati… nessuno dai capelli grigi o dal viso segnato dalle rughe sui taxi collettivi, men che meno sui boda boda a 2 o 3 ruote. Solo a Masindi mentre lavavano la moto, un quasi settantino forse si è avvicinato per vederla da vicino: capelli crespi e radi, un accenno di barba che non vedeva un rasoio da almeno un mese, il grigio ormai totale che spiccava sulla pelle marrone scuro.
Una generazione che non ha spazio dove le donne in media hanno 3-4 figli e già faticano a farli crescere provvedendo anche alla casa… il 60% della popolazione africana ha meno di 25 anni. Istruzione e lavoro sono le priorità dei governi nazionali per cercare di evitare rivolte sociali o migrazioni in altri paesi in cerca di un futuro migliore. Solo da Nairobi sono partiti circa 3000 ragazzi con la promessa di studi e lavori generici in Russia, attraverso il procacciamento di agenti arrivati dalla capitale moscovita. Una volta arrivati si sono ritrovati arruolati nell’esercito e mandati al fronte in Ucraina… da mesi i parenti non ricevono più notizie. Storie simili ad altri paesi della costa occidentale.

E da buon vecchio stamattina me la prendo comoda… aspetto che apra il cambia valute, prendo la sim keniana, faccio il pieno e comincio la risalita ai rilievi centroccidentali del paese. Non c’è molto che mi attragga qui in Kenia… nei parchi non mi interessa andare… le coste dell’oceano indiano turisticizzate meno che meno. Se c’è una cosa che ho sognato a lungo e amerei fare è la pista di oltre 500 km che costeggia il Lago Turkana sul lato orientale e porta attraversando il confine alla Valle dell’Omo, il luogo da cui Lucy e i suoi discendenti sono partiti per diffondersi nell’emisfero boreale. Ma l’Etiopia e i suoi tesori restano, ora come ora, troppo problematici per un accesso diretto in moto.
Era la via migliore per uscire dall’Uganda e rientrare in Tanzania senza ripercorrere le stesse strade, considerando anche che nella capitale ho trovato chi avesse una minima disponibilità di gomme. Cosa non scontata nell’Africa orientale.

Appena dopo il passo attraverso di nuovo l’equatore… questa volta a quasi 2800 mt. di altezza. E’ forse per quello che stamattina sentivo freddo.







Poi la dolce discesa dall’altopiano. Si cominciano a vedere i Toy preparati per i safari, d’altronde la Great Rift Valley si trova là sotto baciata da un timido sole.















Per fortuna RAD254 si trova alla periferia nord ovest di Nairobi, nessun casino per entrare in città. Prendo gomma posteriore e 3 lt. di olio, il filtro me lo sono portato da casa per sicurezza… il negozio in effetti è fornitissimo con ricambi, accessori, abbigliamento e chiedo di un eventuale meccanico che possa fare il tutto. Mi consigliano Maxtorque che si trova ad una ventina di km. verso sud: “Steve è il riferimento della città per tutti i motociclisti, digli che sei passato da noi.”





Il temporale pomeridiano ha allagato parte delle strade quindi mi ci vuole quasi un’ora per raggiungerlo: un locale che funge da officina, una tettoia con almeno 10 moto smontate, un cortile altrettanto pieno di cadaveri motoristici… prendiamo appuntamento per la mattina seguente che ora è già orario di chiusura. Steve sarà ad un funerale e mi affida a Kent, un Mzungu sui trent'anni dalle fattezze di un armadio a 2 ante e con badili al posto delle mani. Perfetto… non ho visto macchina per cambiare gomme, gli basteranno quelle per stallonare il 150-70.





Trovo da dormire in uno dei tanti Karen Lodge che si trovano nel quartiere: a neanche un km di distanza c’è la casa museo dove la scrittrice danese visse alcuni anni coltivando il caffè sulle colline di Ngong. Esperienza da cui la Blixen trasse ispirazione per il suo libro di maggior successo- La Mia Africa.
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Abbi cura del tuo ospite che dio veglierà su di te nel deserto.

F 800 GS - Fotty
T700 - Tenery

Ultima modifica di Fagòt; 27-04-2026 a 12:49
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