ieri mentre mangiavo al ristorante all'aperto mi passava di fianco gente in bici. Ho notato quello che tutti i ciclisti sanno, ovvero che mettere la sella all'altezza giusta e' fondamentale. Infatti vedi la maggior parte dei ciclisti "da spiaggia" con la sella troppo bassa per toccare bene con i piedi nelle soste, ma cosi' la "biella" ovvero la tibia, assume angolazioni rispetto alla pedivella piuttosto spinte durante la rotazione , causando inefficienza perche' solo per pochi attimi "angolari" la spinta sul pedale e' vicina a essere ortogonale alla pedivella. Per contro ho visto un tizio con la sella tanto alta che al punto morto inferiore del pedale lo sfiorava. E quindi non impartiva alcuna spinta gia' da prima.
Il parallelo istantaneo e' ancora con i motori. Si cerca di fare la biella piu' lunga possibile compatibilmente con gli ngombri per minimizzare la componente di forza che spinge di "traverso" sulla parete del cilindro e che fa solo usura e attrito, componente che si accentua con le bielle corte e incubo dei boxer bmw. Infatti per non farli larghi nel tempo si e' stati costretti a bielle corte, che sono controproducenti per i motivi detti.
Il ciclista regolando correttamente la altezza della sella puo' "allungare" o "accorciare" l'angolo della sua biella (la tibia) . E' come se un motore potesse cambiare il punto dove il pistone e' "spinottato" alla biella in maniera regolabile.
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