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Vecchio 02-09-2026, 17:17   #2
Massimo
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GIORNO 01 – 29 MAGGIO 2026
Verona – Sorica (436 km)



Il giorno della partenza inizia con il botto, o meglio con un guasto. Il GS1300 di uno dei partecipanti improvvisamente si spegne e il quadro strumenti muore di colpo. Stacchiamo la batteria, la riattacchiamo. La moto si accende, ma il display e le componenti elettriche non funzionano.

Fortuna che lì vicino c’è la concessionaria. La diagnosi è secca e implacabile: TFT da sostituire, in garanzia per fortuna. Il ricambio ovviamente non è disponibile al momento, per cui la moto resta in officina e il nostro malcapitato compagno di viaggio rimedia sull’Africa Twin del figlio che, guarda caso, abita proprio sopra la concessionaria. Quando si dice culo…

Ci spariamo tranquilli tutta l’autostrada da Verona a Trieste, protetti dai santi.



Usciamo al valico di Fernetti, ma non ci immettiamo sull’autostrada slovena. Iniziamo subito a salire per le colline del carso fino al Preval Prelovec (333 metri), il primo della lunga serie di passi che ci accompagnerà a zonzo per il paese.

Poco dopo la fame si fa sentire e facciamo sosta in una Gostilna di montagna, dove cucinano la frittura di calamari, anch’essi di montagna.

Riprendiamo la marcia verso il prossimo passo, Železna Vrata (438 metri). La zona è collinare, per cui la statura dei passi è contenuta.

Dicevo che abbiamo iniziato con il botto, ma quello vero arriva adesso. Il nostro compagno di viaggio cade da fermo con l’Africa Twin del figlio. Io sono avanti di una settantina di metri e sento un colpo fortissimo, un’esplosione tipo petardo. Penso che sia esploso uno pneumatico. Dallo specchietto vedo la moto a terra con entrambe le ruote per aria, intonse.

Torno indietro e trovo il nostro compagno gonfio come un pallone. Gli è scoppiato l’airbag della giacca. Una montagna di soldi buttati al vento per nulla. Gran bel botto!

La strada serpeggia sinuosa tra i prati e le colline boscose. Guidiamo a ritmo lento, gustandoci ogni momento. Questo sarà il filo conduttore di questo giro. La Slovenia è fatta così: placida, rilassante, tranquilla.









Cavalchiamo in sequenza i passi di Magnovec (1188 metri), Preval Drnulk (763 metri), Oblakov Vrh (721 metri) e Trate (706 metri).

La strada sale di quota, spesso si stringe ad una sola corsia. Attraversa gallerie e per alcuni tratti diviene sterrata.





Ogni passo, ovviamente, è una salita e una discesa. Tutto un su e giù in questa sconfinata distesa di tondeggianti montagne.







Risaliamo per guadagnare il passo di Škrbinov Grič (964 metri), dove una famigliola sta raccogliendo il fieno. Il babbo guida il trattore, mentre la moglie e le tre figlie vanno di rastrello. La più piccola è quella che dirige le operazioni.



Qui i pascoli sono veramente prosperosi. Sullo sfondo si vede il Grintavec, uno dei colossi che compongono le Alpi Giulie slovene. L’erba appena tagliata è un invito irresistibile.



Qualche altro tratto sterrato, sempre elementare, alternato a pezzi asfaltati ci conduce ai passi di Kladje (787 metri) e Tuškov Grič (1010 metri). Ci sembra di stare in paradiso.





Alla fine, caliamo nel minuscolo villaggio di Spodnja Sorica. Una manciata di case e una locanda, che ci ristorerà a dovere e ci ospiterà per la notte.

Ho ancora vivo il ricordo del silenzio assoluto, del fresco della sera e del cielo stellato. Mi sento un privilegiato.

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Massimo Adami
BMW F800GS Adventure
YAMAHA XT600E
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