visto ieri in libreria, nella lista dei top ten. Leggendo il risvolto di copertina ho pensato che un veneto DEVE leggere questa storia!
Sono stato in vacanza nel 1980 a Sabaudia ed era molto strano sentire parlare due dialetti: un simil-romano (mi scuserete se non so definirlo esattamente) e un dialetto veneto quasi arcaico, tipico delle persone strappate alla propria terra che hanno avuto modo di affinare nel tempo la propria lingua e continuano a parlare lo stesso dialetto degli anni '20, con termini, modi di dire e pronuncie ormai abbandonati.
Qualcosa di simile capita girando in sudamerica, tra Brasile ed Argentina, dove vivono moltissimi veneti, già alla terza o quarta generazione, che parlano castigliano o portoghese e un dialeto veneto imparato dai bisnonni, che in Veneto non esiste più e si fatica a comprendere.
Mi sono interessato alla storia soprattutto da un punto di vista "tecnico" della bonifica, ma adesso voglio capire anche il lato umano della vicenda.
Appena letto dirò la mia
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ex GS 1200 '06, ora viaggio leggero ... XTZ 660 Ténéré '91
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