Non va mai dimenticato che Eco è uno studioso, prima di essere un narratore: professore di semiologia, ha scritto tra le cose più importanti di narratologia. Non a caso spesso gli schemi dei suoi romanzi ricalcano le analisi che ci ha svelato sul versante scientifico. Faccio un esempio tra tutti: quando all'inizio offre l'immagine dell'osservatore che legge ciò che il narratore sta scrivendo, sovrapponendo sincronicamente le figure di autore e lettore, si è rifatto direttamente al Calvino di Se una notte d'inverno un viaggiatore, di cui lo stesso Eco si è occupato nel saggio Lector in fabula (che consiglio, per chi fosse interessato a certo tipo di saggistica). Eco, in realtà, è sempre in bilico tra gioco e impegno, finzione e descrizione. Ama la complessità, come tutti i simpatizzanti dell'Oulipo (cui Calvino, ad esempio, apparteneva): insomma, come diceva Pessoa, "Il poeta è un fingitore". Eco non è poeta, ma come fingitore lo battono in pochi.
__________________
"There's probably no God. Now stop worrying and enjoy your life"
vespa P200E, R 850 R, R 1200 GS
|