Il materiale retroriflettente da camion deve essere omologato secondo il Regolamento ONU/ECE 104 che prescrive, tra l'altro, un elevatissimo potere retroriflettente e un elevato angolo di incidenza della luce (1), valori assolutamente non paragonabili con quelli dei normali rifrangenti.
Di fatto, con le sole luci anabbaglianti (e non solo grazie alla componente asimmetrica) è possibile vedere bene anche la bordatura superiore (3 m max) di un camion, a distanze fino a 100 m ... a maggior ragione un casco a circa 1.50 m da terra o, facendo le corna, per terra.
Molte moto, da decenni, montano rifrangenti sulle forcelle per poter richiamare l'attenzione di chi abbia voglia di guardare la strada e notare uno strano rettangolo in movimento ... tutto fa o può fare.
Stesso discorso per l'utilità di evidenziare (rifrangenti bianchi anteriori sulle borse) un ingombro che va ben oltre quello sopettato sulla base del solo faro centrale.
Nel 1973 ho cominciato a girare di notte con bracciali rifrangenti bianchi (all'epoca erano vietati gli indicatori di direzione) ... ho a mio attivo decine di vetture fatte accostare, venendo scambiato per motociclista di qualche corpo di polizia ;-)
(1)
L’elevatissimo numero di microprismi triedro trirettangolo per centimetro quadrato, che sfruttano il principio della riflessione interna totale, consente un rinvio uniforme della luce, incidente su di essi, con un rendimento molto superiore a quello delle pellicole retroriflettenti realizzate con la tecnologia delle microsfere in vetro.
La conformazione particolare dei microprismi consente inoltre di mantenere ottime risposte fotometriche sia per le pellicole applicate sul veicolo in verticale che in orizzontale ed ad angoli di illuminazione molto elevati (grand’angolarità).
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F800GS Trophy - Aermacchi 350 GTS 1972
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