Il mio concetto di partenza è esattamente quello espresso da biwu: se tutti hanno una gomma meno prestazionale, tutti vanno più piano. Molto semplice.
E se la gomma permette di meno c'è anche meno bisogno di cavalli, e magari si possono fare moto guidabili anche senza l'elettronica di uno Shuttle. Elettronica che, sommata a gomme super sensibili, necessita di una messa a punto talmente complicata che basta un niente per trovarsi decimo in griglia di partenza piuttosto che a trenta secondi a fine di un gran premio.
A me così non piace. Vorrei che i piloti tornassero ad essere più protagonisti delle gare: non vorrei più sentire che Marquez cade perché ha valutato in ritardo il momento di impostare la mappa più conservativa del freno motore, o che Lorenzo rischia di ammazzarsi perché una cazzo di gomma di marmo che è stata dentro una termocoperta a duemila gradi fino a un minuto prima non è ancora in temperatura.
E non dovrebbe esistere la gomma più dura a destra o a sinistra a seconda di quante curve ci sono nel circuito da una parte o dall'altra: semplicemente diamo loro una gomma e diciamo che quella è. Stop.
Se la pista gira di più da una parte tutti staranno più attenti dall'altra, se piove tutti rallenteranno e se farà più freddo o più caldo tutti andranno più piano o più forte. Si era perfino arrivati alle gomme fatte in circuito nella notte fra le prove e la gara; poi qualcuno ha capito che era una follia e lo spettacolo non è di sicuro peggiorato per averlo impedito. Adesso le cose sono a un livello ben poco lontano da quello, e io sono convinto che questa esasperazione non faccia bene proprio a nessuno...
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Uomo barbuto dalle moto rosse (cit.)
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