Ne avevo ancora per 2/3000 km ma ho preferito sostituire il posteriore per recuperare un po’ di grip… già le gomme 50/50 offrono un feeling decisamente scarso con il fango argilloso delle piste orientali e non sapendo se riuscirò a tornare in stagione secca, ne restano ancora un bel po’ di chilometri prima di ritrovare le gravel sudafricane, attraversando le zone tropicali dove i monsoni scaricano centimetri di acqua in poche ore.
M’è bastato vederlo prendere in mano un blocco dove scrivere i dati della moto segnando gli interventi da fare e preparare i contenitori magnetici per riporre le viti: l’officina fa una discreta paura con un disordine primordiale… un paio di motori aperti… il banco sollevatore usato come ripiano… le pareti ricoperte di carene e pezzi vari, ma Kent sa dove mettere le mani e soprattutto come. Mentre scola l’olio da una bella lavata al filtro dell’aria, cambiamo insieme la gomma con 2 leve del 50, sostituisce l’olio dei freni vecchio di 4 anni, lubrifica cavi e tutto quello necessario sulla moto e mi chiede se voglio dare un’occhiata anche alle candele. Dopo due ore e mezza Fotty esce dal salone di bellezza, 40 euro in tutto. Avrei potuto fare da solo, ma non volevo buttare olio esausto, filtro e gomma finita in un luogo qualsiasi che già sporco e immondizia locali sono un grosso problema in Africa.
Gli chiedo se ci siano ragazzi africani che sappiano mettere mano alle grosse moto… una parola sola in risposta, “Doggy”… ci mettono anche la buona volontà ma a detta sua gli mancano proprio le basi minime di meccanica. Lui e Steve trafficano su tutto dovendo scontrarsi però con la mancanza di ricambi… le moto sotto la tettoia attendono tutte parti che devono arrivare se va bene dall’Europa, una semplice caduta o un guasto elettrico\elettronico le rende inutilizzabili per mesi.
Attraverso tutte le colline di Ngong che si trovano a sud ovest di Nairobi fino a Kiserian, poi con una provinciale deserta sull’altopiano ritrovo la A104 che dalla capitale porta al confine di Namanga.
Sia in Uganda che in Kenia ci sono controlli frequenti sulle strade da parte della polizia locale vestita di bianco, ma si limitano a fermare camion e taxi collettivi controllando se hanno pagato le tax road, che sono un introito indispensabile per la manutenzione stradale. Le moto, soprattutto quella di un turista non interessa minimamente. Sei il benvenuto perché porti soldi e ogni volta è sempre uno sbracciarsi per salutare e augurarti buona strada. Solo 5 km prima del border al check i militari mi fermano per curiosità… il giro che hai fatto… che big machine… il gps… quanta benzina… le solite cose, del passaporto o carnet non gli interessa nulla.
All’One Stop dopo aver timbrato l’uscita presento il Visto fatto on line con il libretto della febbre gialla… il tempo di immettere il codice e mi rende il passaporto timbrato con la scadenza a 90 gg. Chiudo l’uscita dal Kenia e al bancone di fianco chiedo il TIP per la Tanzania, dato che devo riportare all’Aci il CDP che scade tra 14 giorni.
L’impiegato è malgustoso oggi… non c’ha un casso da fare, ha visto il carnet che girava e mi dice di usare quello. Per fortuna un fixer che si trova nella hall si offre di inserire i dati con il telefono, fare la pratica telematica al TRA e completarla, facendola poi stampare dalla postazione doganale. Stancamente e senza nemmeno guardare l’impiegato poggia il timbro con la scritta Customs Namanga e la data odierna. Lascio la mancia la fixer che mi dice di aver messo la validità solo per un mese, anziché per 3 così da disposizioni generali… dal telefono non era possibile per la moto. “Devi fare l’estensione all’uffici doganali di Dar o Arusha…”. Mi ero già salvato i WP su google per arrivarci e chiedere un periodo maggiore… Nema Problema!
Poi saluto le guardie poste alla porta della hall… 300 mt. e ai cancelli non mi degnano di uno sguardo. Ripensandoci dopo aver chiuso il CDP avrei potuto tirare dritto e pensarci tra qualche mese in uscita, ma mi hanno raccontato di mezzi esteri sequestrati ai border. Meglio cercare di fare più o meno tutto in regola e trovare una pezza giustificativa con qualche decina di euro per eventuali ritardi… la normativa prevede una sanzione fissa più una diaria per ogni giorno in cui la moto è restata nel paese oltre la scadenza del TIP.
Appena dopo il confine i boda boda locali mi fanno provare i loro mezzi… l’ultimo in particolare, sembra aver ricevuto la benedizione divina e posso dire di aver visto finalmente la “Luce” come John nei Blues Brother. Ora non ho più scuse… i monocilindrici cinesi, giapponesi o indiani sono la via da seguire per un vecchio come me.
Oggi è una giornata soleggiata e piacevole con il vulcano Longido che svetta nel cielo azzurro, per il Kilimangiaro niente da fare… il fronte occidentale è ricoperto di nuvole. In questa stagione il sole fa evaporare velocemente l’umidità o le piogge del pomeriggio precedente lasciando intravederne solo la base. Stessa cosa per il Mont Meru che con i suoi 4566 mt. sovrasta la città di Arusha, base di partenza per i safari nei parchi di Ngorongoro, Serengeti, Kilimangiaro e Tsavo West.