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Qde per la Sicurezza stradale tutte le info e le idee su un tema che ogni motociclista dovrebbe avere a cuore.


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Vecchio 11-02-2012, 13:46   #1
Boxermax
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... ho l'impressione che ora venga il bello ...
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Vecchio 11-02-2012, 21:28   #2
corfit
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Ora che siamo in grado di evitare il panico, il veicolo che ci precede inchioda improvvisamente: cosa facciamo?
Freniamo, ovviamente!

Proprio su questo frangente ho intavolato un "discorso"con un ex Marine della Masterbike Builders al MotorBike Expo dell'anno scorso; nell'ambito di uno scambio di "giochi di abilità" intercalati alle rappresentazioni delle ripettive esperienze, gli ho proposto lo sviluppo propriocettivo delle dita; al termine dell'esercizio Jeff ha commentato così: "ora sì che so che sto frenando!"

Sono onorato dal post di Roby61, che qui ringrazio; io sono disponibile.

Parte dei benefici sono apprezzabili immediatamente, gli altri entro 15 giorni.
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Ultima modifica di corfit; 11-02-2012 a 22:03 Motivo: Come richiesto dallo staff.
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Vecchio 11-02-2012, 22:10   #3
Boxermax
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Ciao corfit, hai MP ...
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Vecchio 12-02-2012, 04:03   #4
Abacus
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Mi inserisco in questo 3d che ho letto forse un po' frettolosamente, vista l'ora, per confermare il mio interesse verso l'argomento.

Non c'è dubbio: l'apprendimento è la componente fondamentale e l'insegnamento ne è la base. Qui mi pare si stia dicendo che esiste un metodo d'apprendimento più rapido (quante scuole di lingue promettono di offrire la tecnica di apprendimento più veloce sul mercato .... ). Nulla da dire, va bene.

Mi sentirei però a disagio nell'avallare l'affermazione che un apprendimento "quantitativo" possa essere sostituito o accelerato (se non in minima parte) da uno "tecnico". E spiego la mia riflessione.

La moto mi pare sia un elemento fortemente dinamico, soggetto ad un numero direi infinito di variabili ambientali, rispetto alle quali il suo comportamento varia e deve essere governato dal cervello. In altre parole, le nozioni tecniche necessarie per guidare la moto sono relativamente poche mentre la modulazione dei comandi richiesti per condurla in condizioni limite porta ad una combinazione di percezioni e di corrispondenti azioni pressochè infinita. Nessuna tecnica di apprendimento aiuterebbe un neofita a guidare una moto GP derapando su una pista bagnata come visto fare ad alcuni "virtuosi", e non ho dubbi sul fatto che alcune situazioni che predispongono all'incidente richiedano capacità talvolta equiparabili. Questa sensibilità, soprattuto la capacità di percepire i messaggi che arrivano dalla moto e convertirli in comandi coerenti, IN SITUAZIONI LIMITE, ho la sensazione comporti l'acquisizione di automatismi (così li chiamavo) che si apprendono solo in anni di guida, preferibilmente iniziando da giovani, e che si dovrebbero riparametrare ad ogni nuovo mezzo, con tutte le incognite che questo comporta.

Concludendo:
- ho il massimo rispetto per la formazione che è indispensabile
- sono convinto che la ripetizione del gesto in migliaia o milioni di occasioni differenti sia l'unica via che ci porti ed eseguirlo in modo inconsciamente virtuoso in un numero sufficiente di casi avversi
- la sicurezza su strada si costruisce anche con la prudenza e il buon senso, ossia mantenedosi MOLTO al di sotto dei limiti propri e della strada che si percorre, e comunque su andature non sostanzialmente diverse da quelle del traffico presente
- non mi stupirei se tecniche di guida sicura basate sull'osservazione metodica della scena anteriore, laterale, posteriore, sul riconoscimento degli indizi di rischio oltre che una grandissima civiltà di guida producessero indici di incidentalità minore in piloti sprovveduti di quanto l'ottima tecnica di guida non ne produca su altri convinti di poter gestire qualsiasi situazione (non dimentichiamo che i piloti più esperti fanno moltissimi incidenti in pista, e spesso anche su strada)
- sono convinto che siamo molto indietro nelle infrastrutture per la sicurezza e che questa è una componente di grave aumento del rischio
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Vecchio 12-02-2012, 13:45   #5
corfit
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Grazie Abacus per lo spunto che mi dai, la questione che poni è molto importante.
Io non sostituisco nessun apprendimento, bensì sviluppo le funzioni motorie, sensorie e di coordinamento della persona con tutto ciò che ne consegue: reazioni più rapide e proporzionate, maggiore attenzione, comprensione più immediata dei concetti (cosa mi passa sotto alla ruota, quanto ancora riesco a pinzare il freno prima di stendermi, quanto spazio ho tra me e chi mi precede, sto perdendo aderenza ma è tutto sotto controllo…).
E tutto ciò lo faccio attraverso le Tecniche Evolutive, chiamate anche Tecniche di Movimento, che non sono tecniche di apprendimento o simil tali che vengono proposte e spacciate ad ogni piè sospinto.
Il concetto è sostanzialmente differente e ti spiego perché:
a. simil-tecniche di apprendimento e categoria di trainer “improvvisati”: agiscono sulla suggestione e sull’effetto placebo nei confronti dei malcapitati allievi; impari poco o anche meno;
b. tecniche serie di apprendimento e categoria dei trainer “seri”: insegnano inducendo il cervello in condizioni di onde lente, ma sono in pochi a saperlo fare; impari tanto, soprattutto a livello nozionistico e concettuale;
c. Tecniche Evolutive: funzionano creando codici superiori e permanenti (engrammi) nelle aree della corteccia cerebrale, inducendo evoluzione e specializzando le funzioni della persona; tutto ciò che impari è subito realtà
Lamps.
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Vecchio 14-02-2012, 13:44   #6
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5^ puntata.
Siamo agli engrammi sensoriali, ovvero quella parte di evoluzione che interessa l’aspetto percettivo (tattile): essi rivestono un’importanza determinante nella percezione del fondo stradale e della stabilità della moto (nel nostro caso, ma anche dell’auto o della bici…)
Per questa ragione, lo sviluppo dell’attività sensoriale in un pilota porta lo stesso al raggiungimento di prestazioni estreme, al limite dell’aderenza; ma nel motociclista che viaggia su strada il limite dell’aderenza significa spesso “l’ultima spiaggia” prima del patatrac, per questa ragione diventa di vitale importanza poterlo percepire a tempo debito e controllarlo efficacemente.
In termini di sicurezza, potersi rendere conto in misura molto più sensibile della qualità dell’aderenza o di ogni tipo di fondo sul quale si viaggia, rappresenta un indubbio vantaggio; infatti, se già ho sviluppato la funzione motoria delle dita preposte alla frenata, la migliore percezione del grip mi farà stare ancora più attento; è come un sofisticato dispositivo che mi avvisa in anticipo sulle condizioni del fondo stradale e di conseguenza regola la frenata (o l’accelerazione…)
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Vecchio 20-02-2012, 13:17   #7
corfit
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In MP mi è stato chiesto se la discussione fosse finita; ebbene, no.
Con 3 muratori in casa, la priorità era tenerli distratti da mia moglie e controllarne l’operato …

6^ puntata (C)
Uno dei primi passi che si compiono per allenarsi con tecniche evolutive, è quello di rafforzare il diaframma. Perché?
Perché l’azione che compiamo ininterrottamente dal primo vagito fino al mortal sospiro, è “respirare” e l’organo motorio deputato a questa operazione è il diaframma; dunque, respirare bene = vivere bene!
Seguendo un senso che ci pareva logico, abbiamo ritenuto che fosse questa la prima funzione da prendere in considerazione.
Tuttavia si presentava subito un problema da superare: il diaframma è un muscolo composto sia da fibre lisce (automatiche, a funzionamento involontario) che da fibre striate (a funzionamento volontario) e le sole in grado di ricevere un “aggiornamento” predeterminato o un rafforzamento ordinato, sono queste ultime; rimanevano escluse le prime.
Bene, abbiamo messo a punto la tecnica per allenare la porzione muscolare striata e volontaria del diaframma, col risultato sorprendente che queste “trainavano” con sé – rafforzandole – anche le altre.
Il risultato? Respirazione costantemente profonda e fiato sempre disponibile, che si trattasse di camminare in montagna o di fare trial, così come di condurre una moto in pista o di parlare in contesti pubblici dove sono richieste determinate prestazioni. Così viene assicurata un’ossigenazione eccellente del sangue e di conseguenza del cervello e di tutto il corpo!
I benefici per i motociclisti potete ben immaginarli, se si ha a disposizione sangue sempre ossigenato e diaframma riposato!
Negli anni in cui come attività prevalente facevo l’interprete di Lingua dei Segni (dei sordi, per intenderci) mi trovavo spesso in conferenze a “dar voce” ai sordi, che segnavano senza alcun riguardo per il poveretto di turno che dava un suono ai loro segni e spesso andava in affanno per mancanza di ossigeno; erano situazioni importanti, ma abbiamo eliminato questa difficoltà con questa tecnica di sviluppo del diaframma!
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