Sabato 27 giugno mi sveglio determinato a godermi la giornata con la rivincita sulla precedente che insomma... non è stata un gran che.
Quindi apro le mappe e ri-pianifico scrupolosamente i percorsi, evitando accuratamente tutto ciò che rischia di trasformarsi in un noioso trasferimento da A a B.
Non so ancora, però, che oggi sarà la giornata delle molteplici (piccole) difficoltà.
La prima: mentre salgo in sella salta via una delle due viti della visiera del casco, finendo nell'erba alta dove ovviamente non potrò ritrovarla.
OK... serve dunque sosta strategica nella prima cittadina per trovare un rimpiazzo, e me la risolvo facile ed a costo zero, con gli omaggi della sciura della ferreteria che ha perso quasi un quarto d'ora per trovare la vite adatta ed accorciarmela a misura.
Riparto: il percorso riprogettato si snoda tra le stradine lungo le sponde dell'Encoro de Belesar e poi del rio Sil, tra ameni scorci e mirador più o meno panoramici.
Il cielo è terso e le temperature ancora sostenibili: mi godo con calma l'esplorazione.
Lungo la strada il contakm segna +10mila dalla partenza: un traguardo importante dopo quello, qualche giorno prima, dei 70mila totali dall'acquisto della moto..
Sosta panoramica, foto al contakm, post celebrativo su Instagram e sono pronto a ripartire.
Io.
Ma la moto no: il quadro si accende, la pompa va in pressione ma il motorino non gira.
Controllo il controllabile senza esito, sto già pensando al carro attrezzi (e naturalmente sono a decine di km di distanza da qualsiasi cosa) quando mi ricordo di un collega guzzista con lo stesso problema risolto con qualche colpetto al motorino d'avviamento: funziona!
Faccio tesoro della lezione: resta umile e non tirartela, sempre, perchè l'Universo è sempre pronto a farti abbassare la cresta.
Mi rimetto in marcia risalendo a nord e poi verso est lungo parchi e biosfere di Galizia e poi dentro/fuori tra Asturie e Leon/Castilla.
La riprova di aver scelto ottimi percorsi viene non solo dai meravigliosi panorami ma anche dai grupponi di moto che incontro: sembra che i moteros spagnoli non si muovano se non sono almeno in 20 o più, solitari non se ne vedono.
Termino la giornata sul meraviglioso Embalse del Porma, in perfetta posizione per la meta di domani ma soprattutto per il bagno nel lago - oramai un immancabile rito - e per godermi il tramonto.
Purtroppo con la terza ed ultima complicazione della giornata: evidentemente a qualcuno (e so chi) non è piaciuta la mia tenda ed ha chiamato la Guardia Civil, sono in un Parque Regional ed il campeggio selvaggio non è ammesso.
Sono però stati molto cortesi con me, e ci siamo accordati che dovevo smontare la tenda ma potevo rimanere comunque per la notte.
Nessun danno quindi (erano oramai quasi le 22 e non avevo voglia di spostarmi): con il saccopelo ben chiuso per proteggermi dall'umidità -fortunatamente poca con il senno di poi - spengo senza problemi le luci sul mondo per il necessario riposo.