Oggi ho volutamente tenuto la tappa più corta del solito, circa 250 km… c’è da arrivare un po’ presto al WP di arrivo, il primo significativo della via dell’acqua. Eppoi le grandi vie di comunicazione sono finite, l’incognita sullo stato delle piste in questa stagione è abbastanza grande. Infatti dopo 80 km sulla M3 che esce da Mansa l’asfalto termina improvvisamente e al bivio con la M13 lascia posto ad una pista inizialmente sabbiosa.
Poi salendo leggermente di quota ricompare la laterite rossa immersa in una tavolozza di verdi accesi.
Mentre passi nei villaggi o nella foresta sbucano le facce dei ragazzini attratti dal rumore anomalo della Fotty. Basta fermarsi un attimo per cogliere la loro gioia di vivere malgrado il contesto che li circonda: capanne di fango con i tetti in paglia, campi lavorati a mano, corrente elettrica solo nelle scuole o nei rarissimi “Health Center” che di fatto non offrono altro che enormi stanzoni con un tetto, aperture senza infissi, qualche letto e uno o due medici che prestano le cure più basilari. Per cose serie occorre prendersi un boda boda fino al villaggio più grande del distretto e poi un pulmino toyota da 20 posti che magari dopo 10/12 ore giunga all’ospedale della regione che riporta orgogliosamente sul cancello la scritta “Open 24/24 hours”. Percezioni di sanità.
La M13 termina a Kawambwa dove dopo 85 km di piste, un kilometro di asfalto ricopre la via centrale. Sosta per un piatto di shawarma accompagnato da un litro di birra fresca: il tempo oggi è clemente con ampi spazi di sereno e temperature vicine ai 30 gradi. Poi altri 90 km. di piste e viottoli di collegamento fino al ponte sul Kalungwishi River in piena.
Il bivio per le sue cascate si trova appena 800 metri dopo.
Giunto all’ingresso del parco uno dei custodi si affretta ad aprirmi il cancello e mi chiede cosa intendo visitare. Entrambe le cascate ovviamente… scenderò prima alle Kabwelume che distano circa 5 km. verso nord e poi torno qui per le Lumangwe. Visto la possibilità di campeggiare pianterò la tenda vicino a quest’ultime.
La portata del fiume è veramente notevole e si fa fatica ad avvicinarsi alle Kabwelume per via dell’acqua che si polverizza nella caduta fino a 200 metri di distanza. L’ultimo tratto di 500 metri da percorre a piedi nella foresta è ricoperto di muschio in questa stagione.
Le Lumangwe invece offrono almeno 3 punti di vista differenti… direttamente a fianco sulla sommità, attraverso una ripidissima e scivolosa scalinata che scende fino alla base e un punto panoramico proprio di fronte, dove è impossibile restare asciutti se si sta oltre i 30 secondi di permanenza.
Un’ ampia zona coperta da alberi funge da campeggio con tanto di servizi igienici. Manca l’acqua e per i propri bisogni si provvede con un secchio prelevato dal fiume. Monterò la tenda vicino a delle capanne sulla sommità, cullando il mio sonno con il fragore ininterrotto dell'acqua che precipita vorticosamente.