In Italia scontiamo, qui come in qualsiasi altro campo, il tradizionale formalismo estremo con cui la burocrazia affronta qualsiasi problema.
Per essere installate, le barriere stradali devono essere omologate. Occorreva quindi omologare un nuovo tipo di barriera, in grado di contenere senza danni anche l'impatto di un motociclo. Ovviamente, non esistevano criteri di prova standard per un impatto del genere - un autoveicolo va a sbattere punto, mentre la moto cade, scivola, il pilota se ne può volare per i fatti suoi ecc. - per cui ci hanno messo anni solo per metterlo a punto.
Nel frattempo, il buon senso avrebbe dovuto suggerire il montaggio di barriere supplementari continue per coprire le strutture di sostegno, che, in quanto relativamente sottili e spigolose, sono il problema numero uno dei motociclisti. È un intervento che non tocca la sostanza della barriera, che è soprastante, ed è appunto ciò che hanno inizialmente fatto un po' ovunque nel mondo.
Ma noi no. La protezione aggiuntiva, una relativamente banale struttura continua posta sotto ai guard-rail, è una modifica al tipo omologato preesistente, non autorizzata in quanto non testata. Una cosa che per noi sarebbe del tutto ovvia, per il cuor di leone burocrate italico (ho conosciuto parecchi pezzi grossi della Motorizzazione, so di che cosa parlo) costituisce una potenziale responsabilità. Molto meglio accettare la morte dell'elevato numero standard di motociclisti conseguente alla normativa vigente, che ridurre sensibilmente tale numero, ma a rischio che anche una sola delle vittime muoia contro un guard-rail migliorato senza la copertura dell'omologazione.
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Claudio Angeletti
L'arte della sicurezza in moto
BMW S1000XR - BMW F900R
Ultima modifica di Wotan; 03-05-2026 a 11:41
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