6° giorno: Tagounite - Zagora 50 km.
Aziz ha promesso di essere qui alle 8.00, per cui di buon ora scendo a cavare la Trity dalla sala-garage in cui noi abbiamo mangiato ieri sera e lei ha riposato per la notte.
Le ragazze proseguiranno sulla rotta successiva, la Tagounite- Foum Z-Guid ed i suoi 160 chilometri di pietre che passano a nord del lago Iriki. Io e Gianni, che comunque sarebbe andato via asfalto, saliremo a Zagora per la riparazione. Se tutto va come deve l'appuntamento è per stasera a Foum. Come sempre in Africa non tutto andrà come deve.
Seduto con la faccia al sole guardo Trity parcheggiata sul marciapiede in attesa del recupero e laconico le sussurro: "Dobbiamo smetterla di fare i cazzoni, io e te. Lo ricordi cosa si dice qui, vero?
In Africa non cercar guai, che tanto saranno loro a trovarti....."
Aziz arriva con una canonica ora di ritardo e si presenta con un Def 110. "Ma zio pork... come pensi di farcela stare lì dentro?" gli urlo. "Pas de probleme... on a deja fait".
Comincio quindi a smontare la ruota posteriore e di peso le buttiamo su il culo sul pianale. Resta solo da abbassare il manubrio e farlo passare nella stretta porta posteriore. "Sei comoda? La visuale è di tuo gradimento? Allora... on y va? Allons-y!"
Aziz e suo fratello sono ancora in coma probabilmente.... non sono abituati a queste levatacce ed hanno bisogno di far colazione con pane, uova sode, formaggino e tè. All'alba delle 10.00 finalmente partiamo seguiti a ruota da Gianni che si diverte a riprenderci con la video camera.
Lungo il tragitto il meccanico vuole sapere tutto e di più sul viaggio, su BND, su Luca (presidente della ONG), sull'Italia.... e i 50 chilometri che ci separano dalla sua officina scorrono veloci.
Al nostro arrivo rimonto la ruota e dopo aver lavato Trity in un'ora smonto il tutto. Oramai mi muovo a memoria tra i vari passaggi da fare e i bulloni da svitare.
L'officina è grande e ben allestita, oltre ad Aziz ed i suoi due fratelli ci sono altri tre ragazzi, segno che di lavoro ne fanno. E le centinaia di adesivi attaccati alle pareti testimoniano insieme alle varie fotografie la moltitudine di equipaggi, raid e rally, vetture e moto con cui hanno avuto a che fare.
Della frizione non è rimasto quasi nulla: sul lato verso il motore solo i rivetti e un blando filamento, sull'altro verso il cambio qualcosa in più. Un piatto di contenimento porta ancora le tracce del calore sviluppato, mentre il blocco motore, motorino d'avviamento e volano sono ricoperti da una grossa patina nera.
Alle 12.00 arriva il galoppino di turno: Aziz gli consegna la frizione e gli raccomanda di tornare con un ricambio originale. Prima che parta a manetta gli consegno anche i piatti e gli chiedo di farli rettificare. Visto che ci siamo cerchiamo di fare le cose, nel limite del possibile, al meglio.
Non resta che attendere e conoscendo i ritmi marocchini, decidiamo di concederci un pasto decente sulla via principale.
Alle 14.30 siam di ritorno e come ci vede Aziz lascia il pasto che sta consumando con gli altri e sale sul Def di corsa: "Elle est pret..... je vais la prendre!"
Trionfante ritorna mezzora dopo con una Surflex sinterizzata nuova di pacca, identica a quella che montavo, ed i dischi spianati a macchina. Oro colato per i miei occhi. Guardo l'orologio e mentalmente faccio il conto di tutto: alle 16.30 sarà pronta, 2 ore, al massimo 2 ore e mezza sulla N12 e per cena saremo a Foum con le ragazze. Prendo l'asta per il centraggio e la brugola del 6, poi comincio a serrare.
Un'ora dopo Trity si accende e senza montare la ruota proviamo la trasmissione: tutto ok. Restano solo un po' di stupidate da finire. L'indicatore delle marce e i fili che vanno al cavalletto laterale. Intanto che regolavo i corpi farfallati uno dei garzoni li ha lasciati fuori dal motorino a contatto del collettore: gli spiego che vanno dietro e passo al montaggio dell'ammortizzatore.
Lo spinotto elettrico non ne vuol sapere di funzionare correttamente e con la folle inserita nel cambio la luce della Neutral non si accende negando quindi il consenso all'accensione. Cominciano le prime bestemmie ed un'ora se ne va smontando e rimontando più volte l'aggeggio infernale. Quando finalmente tutto sembra ok, giro la chiave, Trity tenta di accendersi e subito si spegne. Niente pompa, nessun seppur timido inizio di combustione.
Proseguo con reiterati "porco qui e porco là" e tolgo di nuovo serbatoio, centralina, controllo fusibili, batteria, e mentre scivola anche la seconda ora butto la mano sul filo che va al sensore dell'olio: è tranciato. Cavo il motorino d'avviamento e trovo anche i tre fili che vanno al cavalletto laterale macinati. Il garzone rimontandoli, come gli avevo chiesto, li ha lasciati vicino al volano che alla prima accensione girando li ha tranciati. Aziz corre a porre rimedio e dopo averli giuntati e isolati si premunisce di montare il tutto correttamente. Di nuovo giro la chiave e Trity riparte al primo colpo, rombando fragorosamente nell'officina ormai illuminata dai neon. Esco sulla strada e snocciolo un prima, seconda, terza, quarta portandola ogni volta fino ai 5000, poi torno da Aziz e gliela faccio provare. Alle 19.00 rimetto la sacca degli attrezzi sul portapacchi e pago il conto per il recupero, ricambi e assistenza. 3000 dirham, 270 euro.
Uscendo dall'officina, una francese residente a 40 chilometri circa che ha passato tutto il pomeriggio lì in attesa di concludere l'acquisto\trattativa di un copertone usato da 150 dirham, si avvicina e mi stringe la mano: "Bravò... pour la patience que vous avez, monsieur!". E se ne va sul sul quatre-quatre malandato.
Attraversata la strada, Aziz ci accompagna nell'auberge di un amico. Il luogo è davvero molto carino e la vista del giardino sul retro con angoli degni delle migliori oasi, mi fa passare la tensione di queste ultime ore.
Dormi Gianna, dormi. Che domani mi tocca sverginarti con la N12 ..... una pista che non avrei voluto mai più ripercorrere.