GIORNO 05 – 02 GIUGNO 2026
Slovenj Gradec - Bovec (274 km)
La giornata di oggi è tutta protesa verso Ovest: direzione Alpi Giulie, quindi. Ma non sarà una breve passeggiata, perché di curve ne macineremo parecchie. Comunque, è tornato il sole e i colori si accendono nuovamente.
Iniziamo subito a salire cavalcando in sequenza i passi di
Krukovo Sedlo (870 metri), Vrhnjakovo Sedlo (898 metri) e
Sedonce (929 metri). Il paesaggio, sempre inclusivo, è quello a cui ci siamo abituati. Non manca qualche breve tratto sterrato, sempre elementare.
Dopo una cinquantina di chilometri goduriosi caliamo nei pressi della cittadina di Šoštanj, che giace adagiata nella piana formata dagli omonimi laghi. Qui sorge la centrale termoelettrica Termoelektrarna Šoštanj, la più grande del paese, alimentata a carbone e gas naturale, che produce energia elettrica e teleriscaldamento ai villaggi vicini.
Proseguiamo in direzione ovest, alzandoci progressivamente di quota fino alla
Spodnje Sleme (1254 metri), alternando asfalto alle sempre piacevoli sterrate, anche qui tirate come un biliardo.
Ritroviamo il gruppo montuoso del Grintavec, ora sul versante nord, tra scenari davvero idilliaci: la Slovenia, in questa zona, torna a sorprenderci con le sue elevazioni rocciose che si innalzano potenti sopra praterie da cartolina.
Per proseguire la nostra concatenazione di passi dobbiamo entrare in Austria per uscirne quasi subito: infatti i prossimi due valichi sono proprio sul confine austriaco. Entriamo in Austria dalla
Paulitschsattel (1338 metri) e ne usciamo, dopo appena 13 km, dalla
Seebergsattel (1215 metri).
Il breve tratto austriaco ci regala 25 splendidi tornanti. E una altra manciata, in discesa, ci attende non appena rientrati in Slovenia.
Facciamo una breve deviazione al vicino Planšarsko Jezero, un laghetto incastonato tra le montagne dove una gostilna offre ristoro. L’acqua, limpidissima, inviterebbe ad un bagno ristoratore, ma è gelata e non abbiamo il coraggio.
Ci dirigiamo ora verso la valle della Sava in direzione della città di Kranj. Risaliamo quindi il corso del fiume fino ad una delle più famose e frequentate località turistiche slovene: Bred.
Il traffico turistico è notevole e fatichiamo non poco a districarci nel caos. Riusciamo però ad arrivare al celebre lago, purtroppo con il meteo non favorevole. Il luogo è peraltro molto bello e la fama è senz’altro meritata.
Puntiamo sempre verso ovest, in direzione di Kranjska Gora, appena al di qua del confine italiano, cavalcando il
Kosmačev preval (837 metri), oltre il quale compare nuovamente, tra le nuvole, il massiccio montuoso del Triglav.
Kranjska Gora è sostanzialmente un agglomerato di alberghi e piste da sci; è conosciuta come una delle principali stazioni di sport invernali e di turismo alpino della Slovenia; ospita inoltre regolarmente gare della Coppa del Mondo di sci.
Proprio da qui sale la strada per il passo del
Vršič (1611 metri), il più alto (e famoso) della Slovenia. La rampa nord, che affrontiamo in salita, ha 24 tornanti numerati, caratterizzati dalla pavimentazione in pavé.
La strada sale decisa per uno stretto vallone incastonato tra le montagne, tra cui spicca la Škrlatica (2.740 m), la seconda cima più alta della Slovenia, ben visibile a distanza ravvicinata.
Ora dobbiamo affrontare in discesa la rampa sud di questa incredibile strada che presenta 26 tornanti numerati.
Questa strada fu costruita nel 1915, in soli sei mesi, dall'esercito austro-ungarico sfruttando il lavoro forzato di circa 12.000 prigionieri di guerra russi, in seguito all'entrata in guerra dell'Italia contro l'Austria-Ungheria. Questa arteria, all’epoca, si rivelò strategica perché serviva a rifornire le truppe austro-ungariche impegnate sul fronte dell'Isonzo.
Ora è una strada turistica che regala scorci incredibili sulle Alpi Giulie Slovene.
La discesa sul versante sud ci introduce in un'altra meraviglia, La Val Trenta, che possiamo ammirare dall’alto in posizione davvero privilegiata.
La Val Trenta è una spettacolare valle alpina di origine glaciale all'interno del Parco nazionale del Triglav ed è celebre, oltre pel la bellezza del paesaggio incontaminato, anche e soprattutto per ospitare la sorgente del fiume Isonzo.
Una volta raggiunto il fondovalle la strada scorre accanto al fiume, qui tumultuoso e per nulla addomesticato, dove si pratica il rafting.
Poche e rade sono le strutture ricettive ed ancor meno sono i ristoranti. Il turismo qui viene contenuto, ed è una fortuna. L’unico suono è quello dell’acqua che copre ogni cosa.
È pomeriggio inoltrato, quando arriviamo a Bovec, dove ci fermeremo per l’ultima notte. Prima di sera scende il diluvio universale. Le montagne scompaiono tra le nuvole cariche d’acqua. La temperatura si abbassa. Il tempo peggiora decisamente.
Domani si vedrà come fare…